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XXVII Congresso Nazionale A.M.I. - Roma
post pubblicato in attualità, il 1 marzo 2019




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Per continuare il nostro impegno civile
post pubblicato in diario, il 7 luglio 2017

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Mazzini, Europeismo e Federalismo
post pubblicato in diario, il 13 dicembre 2014
Testo del Prof. Arturo Colombo - Storico, emerito dell'Università di Pavia

https://drive.google.com/file/d/0B1unIbZpqhoRODRsajM1UG51YVU/view?usp=sharing



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Gian Luca Zanetti - avvocato, giornalista ed editore
post pubblicato in attualità, il 2 maggio 2012

Articolo del Prof. Arturo Colombo sul Corriere della Sera del 24 Aprile 2012, pag. 39.

Leggibile in formato PDF:
https://docs.google.com/open?id=0B1unIbZpqhoRSmYtdEQxRW9Mclk


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La scuola gratuita di Hatton Garden n. 5
post pubblicato in diario, il 18 gennaio 2012

 170 anni fa...

da: L'Azione Mazziniana n. 32, Novembre 2011, pag. 9 (estratto)


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In attesa che una nuova « Giovine Italia » faccia rete
post pubblicato in diario, il 10 marzo 2011

“« Coi moti italiani del 1831, scrive Mazzini nel Manifesto della Giovine Italia, « s’è consumato il divorzio fra la Giovine Italia e gli uomini del passato. » Ecco l’impegno costante di tutta una vita che colloca Mazzini, anche con quella sua carica utopica e mistica, fra i grandi animatori del progresso storico, fra i creatori di una storia vivente, tale da rivivere ancora un secolo dopo: con la sua potenza educatrice e fascinatrice (ed ecco la Mazzini Society nella seconda guerra mondiale, ecco l’influenza del mazzinianesimo su « Giustizia e libertà » e sul partito d’azione).”

Ecco i capisaldi del programma della « Giovine Italia »:

Primo. « La Giovine Italia » è « la fratellanza degli italiani credenti in una legge di progresso e di dovere », recita il primo paragrafo dell’Istruzione generale per gli affratellati nella « Giovine Italia1 »: dove il concetto di dovere già si affianca a quello di progresso, nell’indeclinabile convinzione che quest’ultimo non sia ipotizzabile, che nessun avanzamento civile sia realizzabile, qualora non sia corretto da un profondo sentimento dei doveri che legano ciascuno alla propria comunità nazionale e, per quella via, all’umanità intera.

Secondo. « La Giovine Italia » è « un’associazione tendente anzitutto a scopo d’insurrezione, ma essenzialmente educatrice fino a quel giorno e dopo quel giorno. » Educazione: ecco un termine che tante polemiche e tante riserve susciterà fra quanti vi hanno scorto, noi crediamo a torto, un principio illiberale o di autoritarismo paternalistico, in realtà educazione contestuale all’azione, la « rivoluzione incivilitrice » in cui brillano un po’ di Saint-Simon e un po’ di Buonarroti.

Terzo. « La Giovine Italia » è « repubblicana e unitaria. » Repubblica e unità: un binomio inscindibile, nel disegno di Mazzini, che prenderà forma secondo tempi e modalità ben diversi da quelli prefigurati dal grande rivoluzionario, ma con uno sbocco finale, dal primo al secondo Risorgimento, che riporterà all’intuizione originaria di Mazzini.

« Mazzini possedeva la fede che muove le montagne, Mazzini fu un mistico. Ma sono i mistici e non gli scettici, che muovono il mondo. »”

Ci sembrava appropriato in un periodo storico del “con me” o “contro di me” individualistico con sfaccettature locali, nazionali o strettamente personali, partendo dalle riflessioni di Giovanni Spadolini, ricordare nell’anno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia come Mazzini immaginava la « sua » rivoluzione che avrebbe « formato » i cittadini della nazione italiana unita.

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da:
Spadolini, Giovanni (1990). Gli uomini che fecero l'Italia. La storia dell'Italia moderna
       
attraverso i ritratti dei protagonisti
(5a ed.). Milano: Longanesi & C..

note:
1Consultabile sul sito:
http://www.scribd.com/doc/4857169/Giuseppe-Mazzini-Istruzione-generale-per-gli- 
     
affratellati-nella-Giovine-Italia


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Convegno: "Il laicismo in Cavour, Cattaneo, Garibaldi e Mazzini"
post pubblicato in diario, il 2 febbraio 2011

Relazione "In Mazzini esiste laicità o laicismo?" del Prof. Arturo Colombo al convegno tenutosi il 20 settembre 2010 a Torino.

mediamanager/sys.user/135125/Mazzini_Laicismo_AColombo_20092010.pdf

Estratto dalla relazione:

(...) "una marcia verso la Perfezione individuale ottenuta attraverso quella collettiva verso la progressiva realizzazione di un Ideale, che albeggia appena appena nella nostra Mente e nella nostra Anima" ([Giuseppe Mazzini] così, maiuscole comprese, in una lettera del 2 marzo 1867 a Clementina Taylor). (...)


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Come nasceva 20 anni fa la sezione di Zurigo?
post pubblicato in associazione, il 9 dicembre 2010

L'attuale Associazione Mazziniana Italiana in Svizzera A.M.I. - Sezione di Zurigo è stata costituita nell'ottobre del 1989 con il nome di Associazione Giuseppe Mazzini in Svizzera. Il comitato esecutivo ha poi finalizzato il primo statuto con data del 19 gennaio 1990. I soci fondatori si sono ispirati alla tradizione repubblicana ed al legame esistente tra mazziniani ed emigrazione.

(...) "L'associazione Giuseppe Mazzini (..) non è un sodalizio di nostalgici ma di cittadini attivi nelle problematiche attuali. Si ritorna e si riprendono i grandi temi delle differenze e della cooperazione. Cooperare vuol dire fare insieme. Solidarietà ci può essere anche solo a livello di idee, cooperazione invece solo a livello di azione." (...) (soci fondatori in "La Voce Repubblicana" del 31 ottobre 1989).

In occasione della costituzione dell'associazione venne organizzato un Convegno sul tema "Emigrazione ed Europa" tenutosi presso la Casa d'Italia di Zurigo il 14 ottobre 1989.

Nelle rispettive relazioni furono sottolineati alcuni spunti storici riguardanti Giuseppe Mazzini ed il Partito Repubblicano Italiano (PRI), l'allora situazione politico-economica italiana, la formazione professionale degli emigrati italiani ed il voto all'estero. Inoltre furono indicate le linee-guida della neonata associazione e  l'importanza delle differenze in Europa; delle diversità che costituiscono le condizioni per uno sviluppo politico armonico ed il potenziamento di dinamiche interculturali.

Invito

Invito_fondazione

Relatori

 Relatori_fondazione

 Partecipanti

Partecipanti_fondazione

Partecipanti_2_fondazione

 


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Ignazio Silone e la Svizzera
post pubblicato in diario, il 13 gennaio 2010

Relazione del Prof. Arturo Colombo del 7 novembre 1990 tenuta alla Casa d'Italia a Zurigo su iniziativa dell'Associazione Mazziniana Italiana in Svizzera.

mediamanager/sys.user/135125/Silone_e_la_Svizzera_A_Colombo_7_11_1990.pdf


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XXV CONGRESSO NAZIONALE AMI - Ricostruire la comunità repubblicana
post pubblicato in associazione, il 1 novembre 2009

Dal 09/10/2009 al 11/10/2009 - Domus Mazziniana - Pisa

Testo della mozione congressuale

I mazziniani italiani, riuniti in congresso nazionale nella loro Casa – la Domus mazziniana di Pisa -, esprimono grave preoccupazione per le condizioni complessive del Paese. La crisi che l’Italia sta attraversando non è soltanto economica, come in tanti altri paesi del mondo. Alle difficoltà economiche si aggiungono e si sovrappongono pesanti problemi di ordine sociale, civile, istituzionale. La crescente disoccupazione colpisce in particolare i giovani già costretti ad una condizione di precarietà che impedisce non soltanto la sicurezza del futuro, ma gli stessi progetti di vita: mentre si allarga la forbice fra il nord e il sud del Paese, riproponendo in termini drammatici l’antica e mai risolta questione meridionale, per molti anni trascurata e solo di recente riscoperta.
Nello stesso tempo, a questioni serie come l’immigrazione e la sicurezza si risponde con provvedimenti demagogici lontani da ogni principio di civiltà giuridica, come la politica dei respingimenti, il reato di clandestinità, o l’istituzione delle “ronde” mentre si lesinano i finanziamenti alle forze dell’ordine. Le stesse istituzioni repubblicane sono messe a rischio da una politica esasperatamente rissosa, da un gioco al massacro che non risparmia le massime cariche dello Stato e le istituzioni di garanzia.
A questo lento ma progressivo declino non sono stati argine i governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni. La cosiddetta Seconda Repubblica ha prodotto inutili alternanze, ma non ha saputo produrre, con la forse unica eccezione dell’ingresso nell’Euro, dei risultati positivi e soprattutto progettualità politica. È proprio la politica la grande assente dalla vita pubblica italiana, costretta da una rissosità permanete e sterile, soffocata da continue e pressanti pulsioni populistiche, combattuta con una ricerca esasperata dell’immagine, stravolta da un accentramento crescente del potere, di cui è significativo esempio una legge elettorale che fa del Parlamento non un’assemblea degli eletti dal Popolo, ma un’assemblea nominata dai vertici dei partiti. Crescono così le spinte disgregatrici dell’unità nazionale che alcune forze politiche apertamente perseguono e si fa sempre più largo il distacco dell’opinione pubblica da quella che un tempo si sarebbe definita l’“Italia legale”: un processo che in prospettiva produce gravi rischi per la stessa qualità della vita democratica.
I mazziniani italiani ritengono che sia urgente reagire a questo stato di cose, con l’impegno concorde delle energie migliori del Paese. Occorre spezzare la spirale della crisi che l’assetto attuale degli schieramenti politici non è in grado di contrastare. Per parte loro, i mazziniani italiani intendono fare fino in fondo la loro parte, forti di una tradizione culturale, politica, morale che affonda le sue radici nel Risorgimento, nell’antifascismo, nella Resistenza e che trova spessore e sintesi nella Costituzione della Repubblica. Proprio la difesa intransigente dei principi e dei valori della Costituzione costituisce il primo impegno dei mazziniani italiani. Di quei principi e di quei valori si sono nutrite le generazioni che in cento cinquant’anni di storia hanno consentito all’Italia di raggiungere livelli di benessere, di crescita, di democrazia senza precedenti. Ad essi occorre dunque tornare con la consapevolezza che senza una politica legata alla cultura, al senso etico della vita pubblica, ad un diffuso e concorde sentimento di cittadinanza non c’è Repubblica
Particolare attenzione va rivolta alla scuola e all’università, ai luoghi cioè dove si costruisce il futuro della nazione. Oggi  è umiliante vedere quanto il sistema educativo italiano sia in basso nelle classifiche internazionali e constatare che i giovani migliori sono costretti a cercare all’estero quelle opportunità che in Patria sono negate. Occorre investire nella ricerca, sostenere le intelligenze che sono la prima risorsa del Paese, costruire programmi e piani di studio che accanto alle indispensabili competenze siano rivolti a fare dei giovani cittadini consapevoli delle loro responsabilità, dei loro diritti e dei loro doveri.
La difesa della laicità dello stato e dell’estensione dei diritti individuali, della libertà della ricerca scientifica e dell’accoglienza e dell’integrazione delle diversità sono altrettanti terreni d’impegno per i mazziniani. Com’è loro preciso impegno l’europeismo cardine del pensiero di Giuseppe Mazzini e dell’intera tradizione democratica e repubblicana: in particolare vanno ulteriormente stretti i rapporti di collaborazione con realtà come il Movimento Federalista Europeo, anche alla luce delle nuove opportunità e dei nuovi problemi insorti con l‘allargamento e perché cresca l’idea dell’unità politica e del potenziamento del respiro democratico delle istituzioni dell’Unione a partire dal Parlamento e dal Consiglio.
Per l’AMI non è pensabile una funzione di supplenza politica. L’AMI non è un partito e non potrebbe esserlo. Può e deve essere però un luogo di elaborazione e sviluppo della cultura politica, un esempio di etica pubblica, uno strumento di diffusione di una cultura che tanta parte ha avuto nella costruzione della nazione e che appare ancora modernissima nell’età della globalizzazione, delle grandi migrazioni, di uno sviluppo tecnologico senza precedenti, della fine delle ideologie. Ciò comporta confronto e scambio con altri soggetti, impegnati anch’essi – sia pure su tradizioni culturali diverse da quelle dell’AMI – nel recupero e nella valorizzazione di principi coerenti con il dettato costituzionale. L’AMI è una realtà aperta al confronto e al dialogo, non una realtà chiusa e settaria.
Ci avviciniamo al centocinquantenario dell’unità nazionale. I mazziniani italiani chiedono con forza che esso diventi un’occasione importante per l’affermazione dell’identità italiana, del valore insostituibile della solidarietà fra le diverse realtà del Paese, dell’appartenenza alla Patria europea. Non è tempo di celebrazioni fini a se stesse. È tempo però di riappropriazione del passato, del senso della storia per costruire su basi solide il futuro del paese e delle giovani generazioni.


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permalink | inviato da AMI il 1/11/2009 alle 21:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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